Dichiarazione di Matteo Mecacci, Deputato Radicale-Pd e Relatore OSCE su Democrazia, Diritti Umani e Questioni Umanitarie.
”La decisione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite di far avviare alla Corte Penale Internazionale le indagini per i crimini commessi in Libia chiama in causa direttamente le responsabilita’ dell’Italia. Il nostro Paese, infatti, oltre ad essere quello che ha promosso e dato vita alla Corte Penale Internazionale nel 1998, non ha ancora dato attuazione alle sue norme e non puo’ quindi cooperare con le sue indagini”. Lo ha dichiarato oggi a Radio Radicale Matteo Mecacci. ”Il disegno di legge per l’attuazione dello Statuto di Roma – ha continuato Mecacci – e’ fermo da molti mesi a palazzo Chigi. Il motivo del blocco politico al disegno di legge, risiede nel fatto che se domani il colonnello Gheddafi, se incriminato, venisse in Italia, le nostre autorita’ non potrebbero collaborare con la Corte Penale Internazionale. E’ tempo che il nostro Paese finisca di spalleggiare i dittatori in giro per il mondo e si riappropri – conclude Mecacci – di battaglie per il rispetto dei diritti umani che hanno fatto la storia della comunita’ internazionale”.
L’associazione radicale Non c'é Pace Senza Giustizia e il Partito Radicale Non-violento, Transnazionale e Transpartito si congratulano per la decisione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite di deferire la situazione in Libia alla Corte Penale Internazionale. La recente repressione in Libia ha comportato attacchi violenti contro la popolazione civile, che hanno causato la morte e il ferimento di centinaia di persone. Determinati atti, se commessi nell'ambito di un attacco diffuso e sistematico contro la popolazione civile possono essere considerati crimini contro l'umanità, e possono altresì rappresentare altre violazioni del diritto internazionale.
Con questa decisione, il Consiglio di Sicurezza ha rinnovato la propria responsabilità nel proteggere la popolazione della Libia dalla violenza scatenata dal suo stesso governo, adottando le misure necessarie per assicurarsi che i responsabili di tali atti dovranno renderne conto. Nel deferire la situazione alla CPI, il Consiglio si é assicurato che coloro che sono responsabili di questa violanza, saranno sottoposti ad un controllo costante, che li spronerà inevitabilmente a pensare a lungo prima di proseguire con tali atti.
L'indagine deve iniziare il prima possibile al fine di preservare l'informazione e rafforzare il messaggio che i loro comportamenti avranno conseguenze dirette ed immediate e non resteranno impuniti. Tuttavia l'indagine dovrà anche tener conto dei molti comandanti militari present sul campo, che non hanno preso parte a queste violenze. NPSG e il PRNTT si felicitano con questi militari e incoraggiano altri a seguire il loro esempio.
Nonostante il deferimento da parte del Consiglio di Sicurezza dell'Onu, secondo i termini dello Statuto di Roma della CPI, la giurisdizione della Corte Penale Internazionale si applica a tutti i crimini previsti dallo Statuto di Roma e commessi sul territorio della Libia a partire dal 15 Febbraio 2011, a prescindere dalla nazionalità del presunto autore.
Esso si applica anche a coloro che hanno la maggiore responsabilità per questi crimini, in modo da centrare e risolvere le controversie. L'aspetto principale, quindi é che attraverso questa Risoluzione, il Consiglio di Sicurezza abbia fatto un notevole passo in avanti verso la fine dell’impunità per la violenza e la deterrenza rispetto a crimini futuri. Ma fino a che queste violenze non cesseranno, la comunità internazionale deve continuare a fare pressione contro il regime di Gheddafi, usando tutti i mezzi e i metodi in suo possesso.
Chi ha avuto favori chieda scusa e paghi il giusto.
Nelle affittopoli e svendopoli di Milano e di Roma c’è una notizia che stenta a venire fuori: sono tutti coinvolti, dai partiti ai sindacati, ad eccezione dei Radicali.
Non uno di noi sarà trovato in quegli elenchi, anche perché siamo gli unici che dal 1995 ad oggi abbiamo lottato affinché Comuni e enti pubblicassero gli immobili e la loro destinazione.
Proprio a Roma, ricordo le battaglie solitarie di Rita Bernardini quando era consigliere comunale di Roma nel 2001, che io stesso continuai nel 2006 da consigliere municipale di fronte all’ultima svendita del patrimonio comunale.
Ciò che è in causa oggi non è soltanto la privata e soggettiva onestà, ma una cultura che produce disonestà, il sistema consociativo che domina da anni questo Paese. In Consiglio comunale le delibere che votarono sconti sino all’80% furono votate da “quasi” tutti.
Ora, però, chi ha avuto case di comodo, in affitto o in vendita, chieda scusa e paghi quanto doveva.
Altrimenti si tenga il bottino ma rinunci ad ogni incarico pubblico.
Dichiarazione di Mario Staderini, Segretario di Radicali Italiani
XVI Legislatura – Seduta n. 511 del 2 agosto 2011 concernente discussione ed approvazione del disegno di legge di conversione, con modificazioni, del decreto-legge n. 107 del 2011: Proroga degli interventi di cooperazione allo sviluppo e a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione, nonché delle missioni internazionali delle forze armate e di polizia (A.C. 4551).