Presenta e modere Nicolas Ballario (componente della Giunta nazionale di Segreteria di Radicali Italiani, da anni collaboratore di Oliviero Toscani ed ora di Viittorio Sgarbi). Intervengono: Bruno Mellano, Rosanna Degiovanni, Gianni Pizzini, il vice-sindaco di Cuneo Giancarlo Boselli e lex consigliere regionale Sergio Dalmasso.
Rosy Bindi introduce il confronto con Pierluigi Bersani.
Marco Perduca (senatore radicale, co-vicepresidente del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito) e Giulio Manfredi (vice presidente Comitato nazionale Radicali Italiani):
La notizia delle ispezioni di rappresentanti della Direzione Generale per la Concorrenza della Commissione europea presso gli uffici delle società appartenenti al gruppo Gazprom in vari Paesi europei non può che farci esclamare: finalmente!
Da tempo denunciavamo l'invasione russa dell'Europa, non più tramite i rumorosi carri armati dell'Armata Rossa ma attraverso silenziosi gasdotti, contratti di fornitura, ostacoli all'accesso di concorrenti, limitazioni del libero mercato dell'energia. Con la nostra ENI a fare da cavallo di Troia per conto di Putin. Ora sembra che la Commissione Europea intenda risalire tutta la filiera del gas per verificare la correttezza della situazione.
In una nota Gazprom dichiara che “è sempre stata una pioniera della liberalizzazione dei mercati europei dell’energia e rimane una sostenitrice della concorrenza nel mercato del gas”. Ci sembra di sentire il lupo che parla all'agnello, nella favola di La Fontaine.
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Intervengono: Khaled Fouad Allam (Università di Trieste, editorialista Sole 24Ore), Giorgio Del Zanna (Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano), Maria Antonia Di Casola (Università di Pavia), Antonio Ferrari (editorialista Corriere della Sera), Valeria Giannotta (Meddle East Technical University, Ankara), Luca Ozzano (Università di Torino), Marco Perduca (senatore). Presiede Maria Giustino (direttore "Diritto e Libertà"). E' prevista la partecipazione del Console Generale della Repubblica di Turchia in Milano Aylin Sekizkok.
Otto domande a Regione e Provincia
Il 7 febbraio del 1992 veniva ratificato, in quel di Maastricht, il Trattato sull’Unione Europea(TUE). Il Titolo XVI di questo importante documento è dedicato all’Ambiente, e con l’art. 130 viene introdotto l’importante concetto del “Principio di Precauzione”. Nel trattato, infatti, si afferma che “la politica della Comunità in materia ambientale è fondata sui principi della precauzione e dell’azione preventiva, sul principio della correzione, in via prioritaria alla fonte, dei danni causati all’ambiente, nonché sul principio chi inquina paga”. Il citato “Principio di precauzione” viene ripreso dall’art. 174 comma 2 della versione consolidata del Trattato e viene recepito “ufficialmente” dal legislatore italiano con l’approvazione del “Codice dell’Ambiente”(D.LGS 152/2006) e precisamente attraverso l’art. 301 che recita: “In applicazione del principio di precauzione del Trattato CE, in caso di pericoli, anche solo potenziali, per la salute umana e per l’ambiente, deve essere assicurato un alto livello di protezione.” Il concetto viene ulteriormente ribadito e sviscerato attraverso l’art. 3-ter del Decreto Legislativo 4/2008(integrativo del D.LGS 152/2006): “La tutela dell'ambiente e degli ecosistemi naturali e del patrimonio culturale deve essere garantita da tutti gli enti pubblici e privati e dalle persone fisiche e giuridiche pubbliche o private, mediante una adeguata azione che sia informata ai principi della precauzione, dell'azione preventiva…”
Il citato principio di precauzione, come è fin troppo ovvio, andrebbe applicato anche alla gestione dei rifiuti. E infatti, con il Decreto Legislativo 205/2010(disposizione di attuazione della Direttiva 2008/98/CE e integrativo del D.LGS 152/2006) si afferma che “La gestione dei rifiuti e' effettuata conformemente ai principi di precauzione, di prevenzione…” Nel sopra citato decreto, inoltre, si afferma “che la gestione dei rifiuti e' effettuata nel rispetto delle norme vigenti in materia di partecipazione e di accesso alle informazioni ambientali” e che i rifiuti devono essere gestiti senza pericolo per la salute dell’uomo e senza usare procedimenti o metodi che potrebbero recare pregiudizio all’ambiente. Il legislatore si premura di codificare anche una gerarchia nella gestione dei rifiuti, mettendo ai primi tre posti prevenzione, preparazione per il riutilizzo e riciclaggio. Insomma, quanto l’Europa va predicando da tempo in materia di gestione della monnezza....
Di Maurizio Bolognetti, Direzione Nazionale Radicali Italiani
Il testo integrale - con le otto domande a Regione e Provincia - sarà pubblicato domenica nelle pagine lucane della Gazzetta del Mezzogiorno
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